Avvocato Ascolta!

L’ascolto è una dell’abilità più sottovalutata nel mondo delle professioni.
Per creare fiducia, collaborazione e condivisione, ascoltare è importante.

Del resto, come dice il saggio, “se hai due orecchie ed una bocca significa che devi ascoltare il doppio di quanto parli” e mia figlia aggiunge “hai anche due occhi, due narici, due mani…” 

Quindi i canali (visibili) di ricezione delle informazioni sensoriali vanno a coppie mentre quelli di emissione sono singoli.

Nell’evoluzione la natura ha preferito investire sulla ricezione delle informazioni che sull’invio; con ogni probabilità per motivi evolutivi e di sopravvivenza; penso al rilevare i pericoli o alla collaborazione per l’organizzazione dei primi gruppi sociali.

Ascolto ed attenzione verso l’altro sono importanti per l’evoluzione umana e sottovalutate nel mondo delle professioni.
Impara ad ascoltare più di quanto parli anche se non è spontaneo.

Sei di supporto e sostegno

Uno studio, infatti, afferma che: 

  • un medico interrompe il paziente entro i primi 11 secondi di spiegazione dei sintomi, anche se questi potrebbe aver bisogno di più tempo 
  • i manager sono stati valutati, dai collaboratori, come pessimi ascoltatori; ca il 94% dei manager si considera un buon ascoltatore (in alcuni casi un ottimo ascoltatore)
  • in un sondaggio, un terzo delle donne ha affermato che il proprio animale domestico è un ascoltatore migliore del proprio partner

Non ho trovato statistiche e studi simili relativi al mondo forense; l’esperienza, diretta ed indiretta, mi suggerisce che i risultati sarebbero molto simili. Questo non per cattiveria o insensibilità dei professionisti ma perché sono/siamo vittime di un meccanismo naturale dell’essere umano: il “riflesso di raddrizzamento” (Miller e Rollnick) ovvero il desiderio di risolvere i problemi e offrire risposte agli altri.

Il consiglio che viene spontaneo dare quando si una persona ci espone i suoi problemi.

L’avvocato non fa eccezione. Anzi questo riflesso è rinforzato dal tratto fondamentale della professione forense, ovvero fornire la soluzione ad un problema o la strumento per raggiungere un risultato.

Abbandona l’ansia da prestazione

Durante una riunione con il cliente l’avvocato pensa a cosa domandare per confermare l’ipotesi di lavoro che ha formato nella propria testa i primi minuti.

L’idea crea dei blocchi emotivi e cognitivi nei confronti propri e dell’interlocutore. L’interlocutore, infatti, si sente sotto pressione, quasi fosse un indagato. Questo aumenta il rischio di omissione di fatti o circostanze utili alla valutazione del caso e della scelta dello strumento più utile.

In una serie di esperimenti i ricercatori hanno rilevato che l’interazione con un ascoltatore empatico, non giudicante e attento ha reso le persone meno ansiose e difensive. Queste si sono sentite meno sotto pressione per evitare contraddizioni nel loro pensiero, il che li ha incoraggiati a esplorare le loro opinioni più in profondità, a riconoscerle più sfumature e a condividerle più apertamente.

A tutti piace essere ascoltati, del resto”Anche il diavolo apprezza essere ascoltato” (Betty Bigombe)

Un ascolto attento è qualcosa di più che limitarsi a parlare di meno.
Ascoltare è un insieme di abilità in equilibrio tra il domandare ed il rispondere

Inizia focalizzando l’attenzione sulla persona e su quello che sta dicendo, senza cadere nell’ansia di offrire la soluzione in tempi brevi, nell’ansia da “prestazione”. Ascolta chi hai di fronte e lascia correre i tuoi pensieri, ne trarrà giovamento:

  • la tua professionalità
  • la tua attività 
  • il rapporto con il cliente 
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