Le emozioni sono contagiose

Le emozioni sono contagiose e per questo sono fondamentali da tenere conto in ogni interazione umana. Ognuno di noi influenza lo stato d’animo degli altri e viene influenzato dallo stato emotivo altrui. Non è un bene o un male, è una cosa che succede anche quando non ce ne rendiamo conto

Le emozioni sono un sistema di segnalazione che non ha bisogno di parole ed è per questo che si ritiene abbiano avuto una tale importanza nello sviluppo del cervello. Infatti il contagio emotivo era utile per la sicurezza del gruppo, per esempio la diffusione della paura era un segnale di allarme per focalizzare l’attenzione del gruppo verso un pericolo imminente

Lo osserviamo anche nel mondo moderno quando in una azienda circolano le parole “ristrutturazione” o “ridimensionamento”, ogni facente parte della catena comunicativa influenzerà chi sta a fianco trasmettendo un messaggio di allerta

Fermare il contagio emotivo

Non possiamo smettere di provare emozioni proprio come non possiamo smettere di pensare e per questo motivo non è possibile fermare il contagio emotivo. Quello che possiamo fare è gestirlo ed incanalarlo nella direzione voluta, verso emozioni e stati emotivi più funzionali al risultato voluto. Infatti è dimostrato che la persona emotivamente più espressiva riesce a trasmettere il proprio umore alle altre nel giro di pochi minuti di conversazione

Lo stato emotivo in cui iniziava era il medesimo in cui si trovavano gli altri al termine della interazione, indipendentemente dal tipo di emozione.

In uno studio condotto su gruppi di dirigenti è stato dimostrato quanto lo stato emotivo “contagioso” influenzasse la qualità del loro lavoro.
Alcuni studenti universitari si sono prestati a fare la parte di manager impegnati a decidere l’assegnazione di bonus; ogni volontario aveva due obiettivi:
1) ottenere il bonus migliore per il proprio collaboratore e 2) aiutare il gruppo a fare il miglior uso dei fondi nel migliore interesse della compagnia

Tra i volontari c’era un collaboratore dello studio che in ogni gruppo avrebbe presentato sempre gli stessi argomenti, ogni volta adottando uno stato emotivo predeterminato:

  • Allegro, effervescente
  • Rilassato e sereno
  • Depresso ed indolente
  • Ostile ed irritante

Tutte le emozioni si sono diffuse come un virus, le prime due in maniera più potente e con effetti più salutari in quanto hanno migliorato:

  • la cooperazione
  • la lealtà
  • la collaborazione
  • la prestazione complessiva del gruppo
  • maggiore efficienza nel raggiungimento degli obiettivi dati al singolo ed al gruppo

Il ruolo essenziale degli stati emotivi

È innegabile che avere consapevolezza delle proprie emozioni e di quelle degli altri e di come poterle gestire è la base di partenza per qualsiasi attività professionale, perché, come diceva CG Jung:

“nella psicoterapia, anche se il medico è del tutto distaccato dai contenuti emotivi del paziente, il fatto stesso che questi abbia delle emozioni ha un effetto su di lui. Ed è un grade errore se il medico pensa di potersi sollevare al di sopra di questo. Non può far altro che diventare consapevole del fatto che è influenzato. Se non si rende conto di questo, è troppo distante e quindi non capisce nulla”

Imparare a gestire il proprio stato emotivo è il primo passo per gestire la propria vita

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